I novant’anni della donna più bella del mondo

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Alcune estemporanee osservazioni sui novant’anni di Gina Lollobrigida

Era, ed è ancora, una donna bella e ammirata universalmente: è rimasta, nel ricordo di tutti, la bella popolana di Pane amore e fantasia (nonché di gelosia!), quasi incarnazione di un’immagine femminile in via di estinzione nello Strapaese che si stava dissolvendo rapidamente col mutare veloce della società del secondo dopoguerra. La “maggiorata”, scaltra e attenta nel tenere a bada gli uomini focosi che le ronzavano intorno nel paese natio, esisteva, probabilmente, soprattutto nell’immaginazione nostalgica maschile; non credo, invece, che da quell’immagine le donne italiane che vivevano e lavoravano nella realtà urbana, o quelle che avevano visto e vissuto gli orrori della guerra, si sentissero molto rappresentate. Fu una vera diva, forse la prima in Italia, ammirata anche oltre oceano, dove ebbe l’onore di girare un film per John Huston, di conoscere un  Humphrey Bogart in vena di iperboliche galanterie (quell’accostamento a…

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Caro Giacomo Leopardi.

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La conclusione del 2 luglio 217 delle giornate organizzate dal comune di Recanati per le celebrazioni del Giovane Favoloso hanno reso orgogliosa anche chi come me non è abbastanza sensibile a questo richiamo di massa. Tuttavia i fuochi d’artificio sopra la Torre della piazza della mia città mi hanno provocato una certa emozione.

Complice forse l’affetto appena manifestato qualche minuto prima uscendo dal Teatro Persiani fra risa e applausi a Tullio Solenghi che con il Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste ha restituito attraverso la lettura interpretata di alcune novelle (Chichibio E La Gru, Peronella, Federigo Degli Alberighi, Masetto Di Lamporecchio, Madonna Filippa, Alibech) la lingua originale di Giovanni Boccaccio rendendola accessibile e comprensibile come fosse la lingua di un testo contemporaneo.

Il risultato è stato uno spettacolo – diretto da Sergio Maifredi in collaborazione con Gian Luca Favetto e prodotto da Teatro Pubblico Ligure –…

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BHINNA VINYASA. Teatro Argentina. Roma.

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Mappando frammenti di sogni, speranze, realtà difficili, mutazioni ambientali, migrazioni, Bhinna Vinyasa esplora viaggi metafisici indotti da forze interne ed esterne che conducono a cambiamenti profondi nella vita dei singoli e delle comunità. Immagini dall’arte e dalla letteratura si fondono con ricordi di esperienze vissute in cui gli archetipi, il quotidiano e l’immaginario si amalgamano. Bhinna Vinyasa è stato ideato da Jayachandran Palazhy, direttore dell’Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore,
che ha creato le coreografie insieme agli straordinari danzatori dell’Attakkalari Repertory Company. Mixando paesaggi elettroacustici, che sono la sua firma sonora, a elementi di musica carnatica dell’India meridionale, il compositore tedesco Martin Lutz ha creato una partitura sonora stratificata, provocatoria e al tempo stesso affascinante. Un evento in collaborazione con la Fondazione India Europa di Nuovi Dialoghi e il SummerMela Festival 2017.

Direzione artistica Jayachandran Palazhy – coreografia Jayachandran Palazhy e Attakkalari Repertory Company

Con Meghna Nambiar, Sylvester Mardi, Hema…

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Recitami, o diva…

in penombra

Genova, 2 gennaio 1982. Un insolito omaggio a una attrice del passato è in programma nei prossimi giorni a bordo della turbonave Eugenio C. partita dal porto di Genova per la crociera di Capodanno. Sulla nave, a cura del Centro studi cinetelevisivi, verranno proiettati alcuni film della diva Francesca Bertini, che il 5 gennaio prossimo compirà novant’anni, tra cui La piovra girato nel 1918, di cui il Centro studi cinetelevisivi ha curato la ristampa. Il regista Josè Pantieri terrà inoltre una serie di conferenze rievocative. Durante la crociera saranno presentati anche altri film italiani d’epoca interpretati da Lyda Borelli, Bartolomeo Pagano “Maciste”, Amleto Novelli, Ruggero Ruggeri, Emilio Ghione, Maria Jacobini, Rina De Liguoro, Polidor, Italia Almirante Manzini e Soava Gallone

L’11 aprile del 1978 Francesca Bertini si arrabbiò moltissimo con chi festeggiava i suoi novant’anni: sosteneva infatti di essere nata…

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Lorenzo Viani, Viareggio – Angiò, navigante dell’Oceano – 3/4

territori del '900

Viareggio - Lega Navale - Foto tratta da Nuova Viareggio Ieri N.13 febbraio 1995 Viareggio – Lega Navale – Foto tratta dalla rivista “Nuova Viareggio Ieri” N.13 febbraio 1995

[…]

Una quarantina d’anni fa, nel punto medesimo dove ora sorge il bianco edificio della Lega Navale Italiana, a cento braccia dal mare placido, anche la spiaggia di ponente era tutto un mareggiare di tomboli aspriti di straccali marini, soltanto tre baracche, – una a mutuo contatto dell’altra, come per contrastare con più forza all’impeto del libeccio, – sorgevano sulla duna: una era la bettola di Calena, l’altra era lo studio del pittore tribolato e l’ultima era quella del nano Angiò.

Quando nel crudo inverno il mare, spinto dal mare, percosso dal vento, mulinando sulle secche, ingollava la spiaggia, i tre si davano man forte per non essere turbinati dal vento. Quando il mare, mugliando come una mandra di tori, con le sue lingue bavose leccava i tre baraccamenti, quasi per assaggiarli, prima di dargli…

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