Pablo Neruda, Firenze – “La città”

territori del '900

Firenze - Palazzo Vecchio Firenze – Palazzo Vecchio

E quando in Palazzo Vecchio, bello come un’agave di pietra,
salii i gradini consunti, attraversai le antiche stanze,
e uscì a ricevermi un operaio, capo della città, del vecchio fiume, delle case
tagliate come in pietra di luna, io non me ne sorpresi: la maestà del popolo
governava.

E guardai dietro la sua bocca i fili abbaglianti della tappezzeria, la pittura che
da queste strade contorte venne a mostrare il fior della bellezza a tutte le
strade del mondo.

La cascata infinita che il magro poeta di Firenze lasciò in perpetua caduta
senza che possa morire, perchè di rosso fuoco e acqua verde son fatte le sue
sillabe.

Tutto dietro la sua testa operaia io indovinai.

Però non era, dietro di lui, l’aureola del passato il suo splendore: era la
semplicità del presente.

Come un uomo, dal telaio all’aratro, dalla fabbrica oscura, salì i gradini col…

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