Residuo indefinito

Francesca Pratelli

finestraNella quiete relativa delle sere d’estate lascio una aperta una finestra, ma non ho preferenze in merito, anche se, di solito, è sempre quella che si affaccia verso il mare. Il sonno mi coglie inspiegabilmente presto e, nonostante la calura, avverto il desiderio di sdraiarmi per mettermi a dormire. Spesso, una volta spenta la luce, affondo in un sonno profondo, quasi innaturale, scuro e pesante che non ha bisogno di preamboli e non mi lascia nemmeno il tempo di gustarmi il preludio dell’addormentarmi stesso, ossia quella sensazione melliflua e tenue che accoglie i pensieri e il corpo in un unico abbraccio. Prendo sonno in modo così repentino che mi manca il tempo di posare il libro che ho tra le mani; eppure mi risveglio dopo nemmeno un’ora, come se avessi dimenticato qualcosa. O forse sono i pensieri che non riescono a dormire e mi obbligano a tornare “indietro” e…

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