ecce homo

giovanni leone

Dignità è la parola desiderata, ma Ruggiero non l’ascolta da anni. Sul treno che lo trascina da Campiglia Marittima a Livorno Centrale, racconta la sua amarezza. Parla di quando era un modesto impiegato in una ditta privata. Lo stipendio bastava e la vita scorreva serena. Poi, arrivò il giorno del discorsetto, come lo chiama lui, da parte del titolare. Perché non allontanarsi dal proprio lavoro in anticipo? Con tanto di accordo, sia ben chiaro. Qualche firma, una calorosa stretta di mano, e il patto fu siglato. Ma qualcun altro, nella Capitale, stava per firmare un documento, la riforma che innalzava l’età consentita per andare in pensione. Così, lui si era ritrovato senza stipendio, senza assegno di pensione e anche senza ammortizzatori sociali. Gli restava solo una parola: esodato. L’uomo ha gli occhi lucidi. Tira fuori dalla tasca dei pantaloni un fazzoletto di carta e soffia il naso. Un’occhiata…

View original post 143 more words

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s